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IL LINGUAGGIO TRASVERSALE DELLE SCULTURE DI BEPPE BORELLA

IL LINGUAGGIO TRASVERSALE DELLE SCULTURE DI BEPPE BORELLA

Testo a cura di Francesca Baccalà

Quando la forma prende possesso della materia plasmandola in una nuova estetica, l’universo sembra tendere verso un nuovo ordine. Beppe Borella si fa complice di questo processo “alchemico” trasformando un’inerte pietra in un oggetto unico in cui la vita si esprime a vari livelli, rioccupando lo spazio delle tre dimensioni, conferendo alla materia una nuova funzione e facendola diventare un potente mezzo comunicativo.

Nelle sue opere confluisce tutta la forza di questa trasfigurazione e della creazione artistica, concretizzate in queste sculture passando attraverso l’impulso che nasce dal dialogo diretto e istintivo dell’artista con i materiali che più gli appartengono per “affinità elettiva” come il marmo e il granito.

Consapevolmente o inconsapevolmente le sculture di Beppe Borella ci pongono infatti di fronte a diversi piani di lettura e interpretazione.

L’attenzione è prima di tutto rivolta alla materia, che, benché celata dietro un aspetto levigato e ordinato, si manifesta con tutta la sua potenza ed energia, raccontandoci la storia della Terra, parlandoci attraverso le venature, le cromie e le impurità, poiché  essa stessa prodotto di naturali metamorfosi geologiche.

Partendo da questo primo approccio che potremmo definire scientifico, la scultura si concentra poi sul fascino della perfezione della forma geometrica e sulla seduzione dell’armonia della ripetizione, dove l’entropia dell’universo viene ricondotta ad un sistema ordinato e misurabile.

E’ nell’alternarsi cadenzato dei pieni e dei vuoti delle sue sculture da parete come Spazio tondo neroSpazio ondulato bianco o Spazio verde, che riusciamo a percepire fortemente e toccare con mano l’importanza dello studiato impianto strutturale dell’opera e del concetto astratto e concreto di “spazio”.

Sempre ispirate dalla geometria e dalle figure della natura, sono anche le sculture a tutto tondo come Black HoleA 360°, SequenzaBarlume o Stargate che, pur nelle non monumentali dimensioni, si impongono alla vista come maestosi monoliti di cui possiamo cogliere la potenza emanata a lungo raggio; sono misteriosi e attrattivi oggetti che racchiudono significati e spunti filosofici.

Giocando non solo con la forma ma anche con le parole, le sculture di Beppe Borella ci parlano inoltre attraverso l’ironia, un potente mezzo espressivo che destabilizza e fotografa la realtà con intelligenza e un tocco di leggerezza, sgravando la materia dal suo peso. Da Rabbit OGMDonna alienaCastaLady SoapMonumento spaziale fino ad arrivare alla serie Linguaggio universale, il mondo del fumetto e del “pop” irrompono nell’immaginario dell’artista, capace di adattare la pietra e, in quest’ultimo caso, anche il ferro, a qualsiasi sua esigenza comunicativa, senza dimenticare un tocco di poesia, come nella piccola, romantica Barca di carta.

Nella produzione più recente, sempre frutto di una continua e impulsiva sperimentazione, prorompe inaspettatamente il colore, e le sculture di Beppe Borella cambiano nuovamente registro e aspetto. Tutta la gravità e naturalezza dei materiali scompaiono, coperti da un colore pieno e smaltato che, ingannevolmente, ne camuffa le sembianze rendendoli leggeri. Ancora una volta l’occhio rimane sospeso tra realtà, visione e spirito ludico: l’Asteroidesi trasforma in una disco ball, lo skyline di New York, scomposto in una sintesi d’ispirazione cubista, viene avvolto da un’intensa tonalità blu Klein, lo Spazio si identifica con il colore, una veste patinata e lucente in cui le zone d’ombra sono bandite per dare spazio al puro piacere della percezione visiva.

When shape takes possession of matter, moulding it into a new aesthetic, the universe seems to lean towards a new order.

Beppe Borella is a party to this “alchemical” process. He transforms an inert stone into a unique object in which life expresses itself on different levels. He occupies the three dimensional space and gives to matter a new function making it a powerful communication media.

The strength of this transfiguration and of the artistic creation flows into his artworks. They materialize in these sculptures passing through the instinct born from the direct and natural dialogue between the artist and the materials he feels the most, like marble and granite.

Beppe Borella’s sculptures have different interpretation levels. 

The attention is above all focused on matter that reveals itself with all its strength and energy even if hidden behind a smooth and orderly aspect and tells about Earth history, talking through vain, different tones and impurities, because it too is a product of natural and geological metamorphosis.

After this first scientific approach, the attention focuses on the fascination of the perfection of geometrical forms and on the seduction of the harmony of repetition, where universal entropy leads back to an ordered and measurable system.   

In the rhythm of the full and empty spaces of his sculpture-painting, like “Spazio tondo nero” (Round black space), “Spazio ondulato bianco” (White wavy space) or “Spazio verde” (Green space) we can feel and touch the importance of the well-studied artwork’s structure and the abstract/concrete concept of “space”. 

The 360 degrees sculptures are also inspired by geometry and natural shapes; “Black Hole”, “A 360°”, “Sequenza” (Sequence), “Barlume” (Spark) or “Stargate” stand out like majestic monoliths releasing their strength long-range; they are mysterious objects holding philosophical significance.

Playing also with words, Beppe Borella’s sculptures talk also with irony, a powerful expressing media that destabilizes and photographs reality with intelligence and lightness, relieving matter of its weight. In “Rabbit OGM”, “Donna aliena” (Alien woman), “Casta”, “Lady Soap”, “Monumento spaziale” (Space monument) or the “Linguaggio universale” (Universal language) series the world of comics and “pop” bursts into the artists’ imagination. He is able to adapt stone to any of his communicative needs, also in the poetic, small, romantic “Barca di carta” (Paper boat).

Colour unexpectedly bursts into Beppe Borella’s recent production as a result of a continuous and impulsive experimentation. His sculptures again change alignment and aspect. The heaviness and naturalness of materials disappear, covered by a full and enamelled colour that conceals their features, making them light. Again, sight hangs in the balance amid reality, vision and humour:  the “Asteroid” transforms into a disco ball, the New York skyline dismantled as a cubist view is covered by an intense Klein blue shade and the “Space” identifies itself with colour, a glossy and bright appearance where shadows disappear in order to leave room only to pure visual perception.

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