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INTERVISTA IMPOSSIBILE A BEPPE BORELLA

INTERVISTA IMPOSSIBILE A BEPPE BORELLA

Intervista a cura di Damir Zubcic

Circolano voci che Beppe Borella sia uno stakanovista del lavoro, “l’uomo di marmo”, Mateuscz Birkut, dall’omonimo film di Andrzej Wajda. L’uomo che fino adesso ha messo in opera 30.509 lavori nelle mani dei collezionisti di tutto il mondo.

Alcuni pensano in contrario, affermando che la sua produzione sia ben mirata e legata a un filo rosso che proviene dal mondo d’infanzia, dove ogni opera è un monumento solido, probante: un tentativo di arrestare la fugace corsa del tempo che racchiude l’età d’oro infantile, l’unica che testimonia la nostra totale completezza psicofisica.

B.B.

“I carri armati, ecco i carri armati! sono la mia vera ossessione: potenti e vulnerabili al massimo grado, calpestatori e calpestabili in un istante fulmineo, sempre mortale. Sono le tartarughe che portano il firmamento e la terra nel loro carapace, caparbiamente, verso un destino fatale, lacerato. Dilaniatori di sé stessi.

D.Z.

“Pinocchio aveva una vita sessuale?”

B.B.

“Pinocchio è sempre visto come un essere asessuato: un idiota (nel senso dostoievskiano) di legno che esotericamente cresce passando per i vari stati iniziatici. Ma la sessualità, dov’è?  

Proprio quella sessualità, il perpetuum mobile di conoscenza che già d’infanzia interrompe sulla scena della nostra vita?

Il Pinocchio non verginello, ma fanciullo-uomo solare, creatore di se stesso.”

D.Z.

“La nostra realtà, la vita vissuta è segnata da una mollezza palpabile?”

B.B.

“Siamo appesi a una gigantesca molletta: la chiamano Vita, lo Stato o Dio, la cui presa man mano si indebolisce. Essa testimonierà la nostra vertiginosa caduta nell’abisso, nell’Ignoto dove una volta caduti, il saper nuotare non sarà un’arte facoltativa.

D.Z.

“Numerose persone nella nostra civiltà non credono nel paradiso?”

B.B.

“Che cos’è il paradiso? [Welcome to Paradise!]

Etimologicamente un giardino recintato. E perché no uno stadio di calcio o una piattaforma labirintica arcade del video gioco, dove si gioca a ottenere il massimo punteggio, quel Perfect Score, il punteggio perfetto di 3.333.360 punti.

Il paradiso non è la spiaggia tropicale, la distesa di sabbia calda.

Lo contemplo come il labirinto, certamente non abitato dal terribile Minotauro, ma pur sempre il labirinto nel quale bisogna impegnarsi, mettendo in gioco noi stessi. Siamo PAC-man ovvero la Pallina d’Arte Contemporanea, gialla e veloce, la vincitrice come il sole che brucia i fantasmi pericolosi.

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