fbpx

TRA IRONIA E DADA

TRA IRONIA E DADA

Testo a cura di Stefano Bianchi – Ponti x l’Arte Associazione Culturale

Marmo, pietra, granito, ferro. Materiali che Beppe Borella padroneggia scolpendo, levigando, modellando la forma.

 Le sue sculture, ironiche e “dadaiste” quanto lui, sono potenti e insieme fantastiche.

Ci sono forme che mi piace definire “from outer space”: come gli Asteroidi, il Cubo Spaziale, Empty Space 1 che riecheggia il monolite di 2001: Odissea nello spazio.

Forme, come Rabbit OGM e Filamento 4, che citano futuristicamente Umberto Boccioni.

Forme talmente morbide e sinuose che viene voglia d’accarezzarle: la sfera in marmo nero, Empty Space-Sun (baciata da un’insostenibile leggerezza scultorea) e Lady Soap, in onice, con quel nudo femminile coricato e invaso da bolle di sapone.

Borella, poi, sa essere fumettisticamente Pop quando tramuta la forma in giocattolo di pietra e acrilico blu veicolando uno slogan pacifista (il carrarmato di Game, No War) e quando traduce lo Smile in Linguaggio Universale.

In ogni caso, nelle sue mani, la forma è vita, stupore, divertimento.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su twitter
Twitter

POTREBBERO INTERESSARTI

LA MUTABILITÀ DELLA MATERIA

LA MUTABILITÀ DELLA MATERIA Testo a cura di Monia Malinpensa La mutabilità della materia è per lo scultore Beppe Borella di primaria importanza, egli dona forma e struttura

LEGGI DI PIU